Messa Domenicale con il coro Interuniversitario

Data e ora: 
Sab, 26/11/2011 - 18:19

Domani Domenica 27 novembre 2011 alle ore 12.00, verrà celebrata la prima messa del Coro Interuniversitario nella chiesa di San Lorenzo in Damaso, Piazza della Cancelleria 1 00186 Roma.

Ogni settimana, verrà pubblicata la riflessione sulla liturgia domenicale a cura dalla nostra amica Francesca Bongiorno. Buona lettura.

Tratto da: http://www.elledici.org/liturgia/dom-mess/domenica.php

Inizia il tempo di avvento. La liturgia ci invita a predisporci in atteggiamento di attesa di colui che viene. L’attesa è fondata sulla memoria della promessa di Dio fatta al popolo di Israele nella bibbia ed estesa poi a tutta l’umanità. L’avvento tende al compimento di questa storia di salvezza: Gesù Cristo, Dio che assume la natura umana.

 

Prima lettura - Is 63,16b–17.19b; 64,2–7: Se tu squarciassi i cieli e scendessi.

Isaia esprime con il tono della supplica l’attesa del Signore da parte del popolo di Israele. Il testo, però, travalica la contingenza del popolo per diventare la voce dell’umanità intera che attende da Dio salvezza e che riconoscere di fronte a Lui il proprio peccato.

Dal Salmo 79: Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Il salmista invoca la visita del Signore presso il popolo perché con essa Egli donerà la salvezza.

Seconda lettura - 1Cor 1,3–9: Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Paolo rende grazie a Dio per i doni elargiti alla comunità di Corinto. La comunità nel suo complesso ha ricevuto la totalità dei carismi. Fra essi Paolo menziona la conoscenza e la parola, cioè la comprensione delle cose divine e la capacità di comunicarle.

Canto al Vangelo: Alleluia, alleluia. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Alleluia.

Vangelo - Mc 13,33–37: Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Gesù invita, in un primo tempo i suoi discepoli e poi tutti noi, a riflettere sulla condotta da tenere durante l’attesa del Regno. All’uomo non è dato conoscere i tempi del disegno escatologico di Dio: egli può dunque soltanto vegliare e rimanere fedele in ogni singolo momento della sua vita.

 

Breve commento tratto da : http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20111127.shtml

L’anno B del ciclo triennale delle letture è l’anno di Marco. Eppure non si comincia dal paragrafo iniziale del suo Vangelo, che sarà oggetto di lettura nella settimana prossima: si parte dal punto in cui terminerà la penultima settimana dell’anno, con l’annuncio del ritorno di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”.

A prima vista, ciò può sembrare strano ed illogico. Invece, nella liturgia, c’è un’estrema sottigliezza nell’effettuare il cambiamento di tono: la nostra attenzione, che nelle ultime settimane era centrata sul giudizio e sulla fine del mondo, si sposta ora sul modo di accogliere Cristo: non con paura, ma con impazienza, proprio come un servo che attende il ritorno del padrone (Mc 13,35).

In quanto preparazione al Natale, l’Avvento deve essere un tempo di attesa nella gioia. San Paolo interpreta il nostro periodo d’attesa come un tempo in cui dobbiamo testimoniare Cristo: “Nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo” (1Cor 1,7).

Messa - Banca dati

in collaborazione con le associazioni